venerdì 28 marzo 2014

Strudel Viennese…vortice di regalità

strudel di mele

INGREDIENTE STELLATO  : Mele

Un dolce che da tanto tempo volevo preparare è lo strudel viennese. Strudel,che in tedesco vuol dire vortice, da l’idea degli ingredienti mescolati in un vortice di sapori. Un dessert, la cui patria è Vienna, preparato in maniera eccelsa anche nelle terre che un tempo erano sotto la dominazione austro ungarica: Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Dessert dalle numerose varianti sia per la pasta che il ripieno. In Trentino lo preparano con le mele golden tipiche della Val di Non.Io e la mia famiglia dopo anni e anni trascorsi tra le valli incantate dei paesaggi delle dolomiti, lo abbiamo gustato in numerose occasioni. In un rifugio dopo una bella passeggiata, a casa con amici, alla fine di un pic nic. Grazie alla vicinanza da casa nostra di una buonissima pasticceria, devo dire che in assoluto è stato il dolce più gustato nelle nostre vacanze.

Ricordo lo strudel di mia zia Luisa anche se ero piccola, un’ulteriore versione, ricchissimo di pinoli e uvette, una delizia. Ricordo a Vienna quando ero in trasferta per lavoro; solo uno strudel o una sacher mi risollevava il morale dalle fatiche della giornata. Mi è rimasta impressa la versione viennese fra le tante, forse perché la pasta sfoglia era eccezionale e l’accostamento con la panna montata, che adoro lo rendeva un dolce regale …in fin dei conti siamo nella patria della principessa Sissi.

Lo preparo proprio oggi 28 marzo, non a caso, perché è il compleanno del mio papà. A lui,così appassionato del suo Trentino con le sue montagne, vorrei regalare un assaggio dei tempi estivi trascorsi insieme da quando eravamo piccoli ai giorni nostri, così che oltre la gradevolezza del dessert gli sovvenga la dolcezza dei bei ricordi lontani e vicini.

AUGURI PAPA’!

INGREDIENTI per 6 persone

250 gr farina
1 bicchiere scarso acqua tiepida
1 cucchiaio d’olio
1 uovo
Una presa di sale
Farina per stendere la sfoglia

Olio per spennellare

Ripieno

1kg mele golden
Succo di un limone
80 gr zucchero
Un cucchiaino raso di cannella
100 gr uva sultanina
50 gr pinoli
70 gr burro
70 gr pangrattato
Zucchero a velo

strudel


Se non volete fare la sfoglia, potete usare quella già pronta.Ve la consiglio se non avete dimestichezza, perché la pasta sfoglia va stesa sottilissima e non è un’operazione proprio banale.

Metto la farina in una terrina, faccio un incavo nel mezzo e riempio con l’acqua tiepida,l’olio, l’uovo e il sale. Mescolo gli ingredienti, cominciando dal centro con una forchetta all’inizio e poi con le mani. Quando ottengo una pasta liscia ed omogenea, la raccolgo a palla, l’adagio sulla spianatoia infarinata, la spennello d’olio e la copro con una terrina scaldata precedentemente con acqua bollente.

Lascio riposare la pasta per 20 min e nel frattempo preparo il ripieno.

Sbuccio le mele, tolgo il torsolo e le taglio a fettine sottili. Le spruzzo con il limone.Lavo l’uva sultanina e la metto a bagno coperta con acqua tiepida per 10 min. Mescolo in una scodella lo zucchero con la cannella e ne cospargo le mele. Unisco l’uva sultanina ben asciugata e strizzata ed i pinoli.

Faccio sciogliere 50 gr di burro in una casseruolina e vi butto a tostare il pan grattato per 3 min.
Cospargo leggermente di farina un canovaccio pulito, vi poso sopra la palla di pasta e la stendo con il mattarello in una sfoglia quadrata. Quindi la sollevo con cautela sul dorso delle mani infarinate e facendola scivolare con movimenti regolari la riduco in una sfoglia sottilissima. Mi raccomando è importante!

Rimetto la sfoglia sul canovaccio, dopo averla modellata in una forma quadrata. Distribuisco sopra il pangrattato tostato e quindi il ripieno preparato.Aiutandomi con un lembo del canovaccio, arrotolo la sfoglia su se stessa a forma di strudel. Adagio lo strudel su una placca da forno, sopra della carta da forno e spalmo il restante burro ben ammorbidito sullo strudel.

Metto in forno già caldo, sul ripiano centrale e lascio cuocere per 45 min a 200°.Vi consiglio di coprirlo con della stagnola per la prima mezz’oretta.

A cottura ultimata, sforno lo strudel, lascio intiepidire e lo cospargo abbondantemente di zucchero a velo. Si può servire sia tiepido che freddo accompagnato da panna montata o gelato alla crema.

domenica 16 marzo 2014

Semifreddo allo zabaione che vi scalda il cuore



INGREDIENTE STELLATO  : MARSALA

Dunque dunque, ho passato anni a disdegnare i semifreddi e poi ecco che un giorno la mia cara amica Agata per il mio compleanno mi prepara una delle sue eccezionali torte che ha come farcitura questa squisita crema allo zabaione.

Proprio per onorare la sua torta, lo scorso compleanno, mi viene un'ideona…ricordandomi la crema della torta di Agata e dando un'occhiata furtiva allo stampo da plumcake mi dico: ma perché in questo freddo Novembre non preparo un semifreddo?? Lo so lo so, un’idea geniale in inverno, ma ricordandomi il gusto sublime della crema, avendo da preparare anche un pranzo per 6 persone e non essendo Cracco,(o Cracca come mi dice la mia amica Tina :)) ho pensato che una vera e propria torta l’avrei preparata un’altra volta…

Questo dessert può essere un’occasione per celebrare la festa del papà che giungerà fra poco e vi prometto che conquisterà ognuno di voi da Milano a Marsala..

INGREDIENTI per 6 persone

3 tuorli
3 uova intere
120gr zucchero
300 gr Marsala
Qualche biscotto savoiardo
250 ml panna liquida
70 gr gocce di cioccolato
Per decorare:
50 gr cioccolato fondente

Monto le uova con lo zucchero fino a farle ben spumose, se volete con l'aiuto di una frusta elettrica. Verso a filo il Marsala continuando a mescolare.
Pongo il composto sul fuoco in una casseruola e continuando a mescolare attendo che la crema si addensi leggermente. A quel punto tolgo dal fuoco e lascio raffreddare mescolando ogni tanto.

Quando la crema sarà completamente fredda, procedo col montare la panna con un pochino di zucchero.Incorporo quindi la panna alla crema mescolando delicatamente dal basso verso l’altro.

Sbriciolo 2 o 3 biscotti savoiardi e li verso nella crema insieme alle gocce di cioccolato.
Mescolo per rendere omogeneo il composto .

Prendo uno stampo da plumcake e lo fodero con della pellicola trasparente. Verso la crema nello stampo e lo pongo nel freezer almeno 3-4 ore.
Se non ho lo stampo da plumcake posso benissimo utilizzare gli stampini da muffin.


Se volete fare una scena strepitosa vi consiglio di decorare il semifreddo con le famose scritte col cioccolato fuso spiegate nel video del mio post decorazioni di cioccolato
Magari approfittando per scrivere un messaggio di augurio per la festa del papà.


Altrimenti potete servirlo semplicemente così, ricordandovi di tirarlo fuori dal freezer 5 minuti prima di gustarlo. Aiutatevi con un coltello e la pellicola per impiattarlo senza drammi, capovolgendolo sul piatto di portata.
Buon semifreddo cari lettori!

domenica 2 marzo 2014

Scorzette di arance candite al cioccolato..che Zest sia!

scorze arance candite

INGREDIENTE STELLATO  :ARANCE

Il colore arancione mi infonde energia ed allegria..mi ricorda quando vivevo nella mia casa Arancio, soprannominata così a causa delle sue pareti arancioni iridescenti (che ogni tanto ad esser sinceri davano alla testa).

Fra una tisana zenzero e cannella, una crostata con anice stellato e un pollo al curry, circondata da questo colore sfavillante trovavo ispirazione nel cucinare ricette con le gradazioni dell’arancio. L’arancione difatti è un colore che si sposa molto bene con alimenti speziati e dagli aromi acri.

Ogni qualvolta in questi tempi ancora intrisi di freddo, stia sorseggiando una tisana ai profumi di arancio, chiudo gli occhi e mi sovvengono i ricordi dei tempi trascorsi nella mia casetta. Gioia, risate, introspezione, coraggio, malinconia, creatività, disordine e ordine mentale..tante sensazioni,emozioni e ricordi che mi fanno compagnia.

L’arancia dal suo sapore dolcemente aspro, si abbina in maniera superba al cioccolato.Due alimenti che già separati adoro gustare, non potevano che spingermi dal preparare questa squisitezza da chocolaterie. Al sol pensiero di quanti ne abbia assaggiati a Bruges e la loro superba bontà mi ritorna l’acquolina in bocca!

Pensate che l’arte di candire frutti era già praticata fin dall’anno Mille. I marinai genovesi avevano infatti appreso dagli Arabi che le scorze degli agrumi immerse nella melassa si conservavano a lungo e si potevano dunque portare per mare.
In Piemonte la produzione di Zest, ovvero la candidatura di scorze d’agrumi, si diffuse tra le nobildonne dei castelli che le preparavano insieme alle marmellate. Ci avevo quindi visto giusto fin da quei tempi!

La ricetta non è complicata ma non si può transigere sulla qualità degli unici due ingredienti: arance e cioccolato.
Le prime se avete la fortuna di avere chi ve le procuri dalla Sicilia, come nel mio caso la mia amica Tina, vi garantiranno un risultato eccezionale!


INGREDIENTI (25 scorzette circa)

2 arance non trattate con buccia spessa
70gr cioccolato fondente
acqua
zucchero

Taglio le bucce delle arance striscioline di almeno 1 cm di larghezza, seguendo il verso degli spicchi.
Le lascio a bagno 1-2 giorni, cambiando l’ acqua circa 3 volte al giorno. Così facendo perderanno l’amaro della buccia.

Per una ricetta last minute salto la fase dell’ammollo e procedo col metterle in un tegame, ricoperte di acqua. Le faccio bollire qualche minuto. Le faccio raffreddare, getto via l acqua e ripeto l’operazione per altre 2 volte.

Scolo l’acqua e peso le bucce. Quindi in un tegame piuttosto ampio o una padella, preparo un caramello di zucchero e acqua.
La quantità di acqua e zucchero deve essere equivalente al peso delle bucce scolate. Quindi se ad es. le bucce pesano 100g ci vogliono 100g di acqua e 100g di zucchero.

Verso le bucce nello sciroppo, fin quando avrà iniziato leggermente a caramellare, addensandosi. Lo capirete quando iniziano a crearsi delle bollicine nell’acqua.
Dopo qualche minuto tolgo le bucce dal fuoco e le dispongo su della carta da forno lasciandole asciugare.


Sciolgo a bagno maria il cioccolato fondente e appena spento il fuoco immergo ad una ad una le scorze nel cioccolato fino a metà. Le dispongo infine sempre sulla carta da forno e le pongo in frigor.